Il guardiano della notte

Quando il sole scompare dietro le colline di Biccari e il bosco si avvolge nel silenzio, qualcuno si risveglia.
È il Gufo comune, il custode silenzioso della notte.
Nessuno lo vede arrivare. Le sue ali si muovono senza fare rumore, come un’ombra che scivola tra gli alberi. I suoi occhi grandi e luminosi osservano ogni cosa: un fruscio tra le foglie, un movimento nell’erba, il respiro nascosto del bosco.
Il gufo conosce tutti i segreti della notte. Sa dove si nascondono i piccoli animali, riconosce ogni suono, ogni odore. Non ha fretta: aspetta, ascolta… e poi agisce.
Di giorno riposa, mimetizzato tra i rami, invisibile agli occhi distratti. Ma quando cala il buio, torna a essere il re silenzioso di questo mondo nascosto.
Se cammini piano e tendi l’orecchio, potresti sentire il suo richiamo.
È il bosco che parla.
È il gufo che veglia.

ph. Carlo Caimi
Gufo comune
Il gufo comune (Asio otus) è un rapace notturno della famiglia degli Strigidi diffuso in gran parte dell’emisfero settentrionale. Riconoscibile dai caratteristici ciuffi auricolari, è una delle specie di gufi più comuni in Europa. In Italia è residente, nidificante e svernante in molte regioni.
Caratteristiche principali
- Nome scientifico: Asio otus (Linnaeus, 1758)
- Famiglia: Strigidae
- Lunghezza: 35–40 cm; apertura alare 90–100 cm
- Peso: 210–430 g (femmina leggermente più grande)
- Stato IUCN: Least Concern – “Minor preoccupazione” (2023)
Aspetto e adattamenti
Il gufo comune ha corpo slanciato, piumaggio bruno-fulvo con striature scure e un disco facciale ocra bordato di nero. Gli occhi sono arancione-giallo intenso e sopra di essi spiccano due lunghi ciuffi di penne erettili. Le ali sono lunghe e strette, con tipiche semilune scure nella parte inferiore che lo rendono distinguibile in volo notturno.
Habitat e distribuzione
Specie a vasta distribuzione oloartica, è presente in Europa, Asia, Nordamerica e Nordafrica.
In Italia occupa zone boscate alternate a radure, coltivi e aree periurbane, dal livello del mare fino a circa 1 200 m (eccezionalmente 1 900 m sulle Alpi).
Predilige ambienti con alberi isolati o siepi per il riposo e spazi aperti per la caccia.
Comportamento sociale e dieta
Predatore crepuscolare e notturno, si nutre soprattutto di micromammiferi (arvicole, topi, talpe) e, in minor misura, di uccelli e insetti.
Caccia in volo silenzioso radente il terreno.
Durante l’inverno si aggrega in dormitori collettivi di decine di individui, comportamento unico tra i rapaci notturni europei.
Riproduzione e ciclo vitale
Nidifica da marzo a maggio, quasi sempre riutilizzando vecchi nidi di corvidi o di altri rapaci.
La femmina depone 3–8 uova, incubate per 26–28 giorni; i piccoli diventano indipendenti dopo circa due mesi.
In annate favorevoli può realizzare due covate.
Conservazione e minacce
La specie gode di stato di conservazione favorevole.
Le principali minacce derivano da collisioni con linee elettriche e traffico, perdita di habitat, uso di rodenticidi e disturbo nei siti di riposo.
La tutela dei dormitori e la gestione ecologica delle aree agricole favoriscono la stabilità delle popolazioni.

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